Ho fatto un po’ di resistenza, ma alla fine ho deciso di leggere anche io il discorso di Benedetto XVI ai membri del movimento per la vita italiano fatto il 12 maggio 2008. Ci sono stati alcuni passaggi, ma più che altro delle parole, che mi hanno lasciato in bocca il sapore della frustrazione nel non poter parlare a lor signori, uno per uno. Perché più che l’idea di Benedetto XVI che pronuncia queste parole, è l’immagine della platea che annuisce che mette in moto quella parte del mio cervello direttamente collegata con la bile. Uomini e uomini di chiesa che annuiscono.
Non che non ci siano, le donne, all’interno dei movimenti per la vita, ma lascio ad un altro momento i commenti per loro.
Ma a loro, a quegli uomini e a quegli uomini di chiesa, qualcosa ho voglia di dirlo adesso.
Per esempio.
[...] il nobile ideale della promozione e della difesa della vita umana fin dal suo concepimento. [...]
Al di là dello spinoso quanto mai dibattuto concetto di vita, al di là dell’annoso quanto mai scivoloso concetto di concepimento è la parola promozione, unita a vita, che mi ha provocato un moto di fastidio, di quelli che all’inizio non capisci perché.
Che brutta parola promozione se la devo pensare in relazione alla vita.
Come se le mie giornate, i miei anni fossero un pacco di sapone per la lavatrice da promuovere, a cui fare pubblicità.
E che cos’è la pubblicità se non qualcosa di patinato, irreale e traslucido? Ed è così che ci offrite la vita. Nel migliore dei casi. Sì, nel migliore dei casi ci dite di gioire della vita in quanto dono. E se qualcuno obietta (verbo sicuramente tra i più gettonati) avanzando l’ipotesi che così come stanno le cose la vita è una merda, lo guardate amorevolmente, con lo sguardo colmo di compassione, ma anche di un pizzico di insofferenza, e dite che anche della merda dobbiamo essere grati.
Evidentemente, quando parliamo di vita, io e voi parliamo di cose diverse.
Io quando parlo di vita penso a quello che è e che quello che vorrei che fosse. Quando parlo di vita penso allo sforzo di farla assomigliare alla migliore delle vite possibili, scontrandomi quotidianamente contro chi la vuole controllare e dirigere al posto mio.
Adesso, quando penso alla vita, penso alle cose belle, come una birra seduta sugli scalini della piazza dietro casa mia, con le persone che amo, che non posso più fare perché bivaccare degrada l’immagine di città cartolina tridimensionale in cui non c’è posto per me.
Adesso, quando penso alla vita, penso alle passeggiate notturne, sola, che qualcuno tenta con tutte le sue forze di farmi vivere con terrore.
Se penso alla vita penso alla realizzazione di desideri e progetti secondo le mie voglie e le mie possibilità. Anche scegliere di non sposarmi, scegliere di non avere figli. Scegliere di essere quello che voglio essere. Dire quello che penso, non sentirmi strumento.
Quando penso alla vita non penso a qualcosa da vivere male oggi in cambio di una vita migliore dopo.
E forse è qui, che io e voi, usiamo un vocabolario diverso.
Esattamente come quando parlo, come quando parlate, di dignità.
Dignitoso è avere sempre la possibilità di scegliere. Dignitoso è poter decidere di se stessi e della propria vita. Dignitoso è scegliere il momento in cui essere madre, e non sottostare ad un obbligo etico, morale o religioso.
Altrimenti la maternità diventa solo qualcosa che deve essere fatto.
Fare figli è solo un punto dell’elenco della vita da spuntare. Come dire, sedute in salotto con in mano una tazza di té: “allora, la maturità l’ho fatta, la laurea idem, poi cosa c’è, ah sì, la patente ce l’ho, sposata sono sposata, la casa l’ho comprata, adesso faccio un figlio”.
E se il figlio ci capita addosso, dignità è poter scegliere di non averlo.
Perché non me lo posso economicamente permettere, perché non sono emotivamente pronta, perché la mia vita prenderebbe una direzione che non desidero, perché non è vero che lo spirito materno appartiene a tutte e allora, semplicemente, quel figlio non lo voglio.
Altrimenti un figlio cosa può diventare?
E poi.
[...] difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo. Come conseguenza ne è derivato un minor rispetto per la stessa persona umana, valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là della fede che si professa. [...]
Ma se la vita di ognuno di noi non fosse affidata al giudizio del singolo, a chi diavolo dovrebbe essere affidata?
Mi rendo conto, qui il discorso scivola drammaticamente verso la banalità delle cose ripetute all’infinito, da una parte e dall’altra.
Come può qualcuno che non sono io stabilire cosa sia giusto o sbagliato per me?
Maledetta tendenza alla delega e alla sottomissione che colpisce la maggior parte. La necessità, quasi cronica, che sia qualcuno fuori da noi, ad indicarci la strada.
Questa odiosa consuetudine ad affidare a qualcuno, creduto più autorevole di noi, le nostre scelte.
Cosa dobbiamo amare, cosa dobbiamo odiare, chi e cosa ci deve fare paura, cosa ci deve realizzare, quando e come portare avanti scelte spesso irreversibili.
Questo malato modo di vivere che permette a chi non ha una famiglia di dirci quale sia la famiglia giusta. Questo malato modo di vivere che permette a chi non sa cosa significhi scoprirsi incinta di dirci e spiegarci cosa questo porti con se, quali siano le implicazioni non solo di una gravidanza portata a termine, l’essere madre, l’essere padre, ma anche le conseguenze di un aborto. Come se io mi svegliassi una mattina e pretendessi di spiegare al mondo la fusione a freddo senza aver mai aperto un libro di fisica.
No.
Come se io mi svegliassi una mattina e pretendessi di spiegare a qualcuno cosa significa provare qualcosa che non ho mai provato e che non proverò mai. Nemmeno con la più fervida immaginazione.
E poi si parla di rispetto.
Ma rispetto per chi? Rispetto per cosa?
Rispettare significa accettare l’altro. Rispettare significa fare un passo indietro davanti al dolore che qualcuno può provare. Rispetto significa fare un passo indietro di fronte all’autonomia decisionale di ogni individuo. Rispetto significa non imporre. Rispetto significa lasciare che ognuno viva secondo le proprie inclinazioni.
Intasco l’inutilità di questo sfogo, detto e ripetuto mille volte, e vado avanti.
[...]. L’aver permesso di ricorrere all’interruzione di gravidanza, non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze. [...]
Tenuto conto e partendo dal presupposto che non credo siate a conoscenza dei problemi che affliggono le donne, mi soffermo sul concetto di permesso.
Tenuto conto e partendo dal presupposto che non si permette a qualcuno di fare qualcosa che ha tutto il diritto di fare.
Ma volendomi proprio accapigliare su questo uso sconcio del verbo permettere, mi permetto di dire che permetterci di ricorrere all’interruzione di gravidanza ci ha permesso di non morire.
Perché prima che ci fosse permesso, noi abortivamo lo stesso.
E morivamo.
Quindi, senza entrare nel merito di una legge su cui il dibattito è giustamente aperto, perché forse, aperte, abbiamo lasciato troppe porte da cui possono entrare obiettori e moralisti, senza entrare nel merito del concetto di legge, la 194 è qualcosa di dignitoso, che rispetta la vita umana, che permette al singolo individuo donna di decidere della propria esistenza.
Punto.
Mia
mercoledì 28 maggio 2008
Anche se il nostro maggio a fatto a meno del vostro coraggio
Ho appena letto il post di Mia e pensando al nervoso che è venuto anche a me oggi, sopratutto nel leggere i commenti politici e non, di quello che è successo alla Sapienza, ho deciso di far parlare qualcuno di più bravo a scrivere di me.
Giusto per capirsi...l'ha scritta nel 73.
Enjoi
Pillow book
CANZONE DEL MAGGIO di Fabrizio De Andrè
Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere"
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Giusto per capirsi...l'ha scritta nel 73.
Enjoi
Pillow book
CANZONE DEL MAGGIO di Fabrizio De Andrè
Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...
Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere"
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
aggiornamenti in ritardo e un paio di piccole riflessioni
Siamo davvero in ritardo nell'aggiornamento del blog, vediamo di rimediare!
Partendo con ordine:
dopo la proiezione di venerdì eravamo tutte molto contente, come avrete visto dal post precedente, per come era andata la serata.
Ecco, l'incontro con Michela Zucca di domenica è andato in altro modo da come ci aspettavamo per quanto riguarda la partecipazione.
Eravamo in una trentina di persone ma in poche/i erano estranei al nostro circuito di conoscenze.
Volevamo ringraziare Michela Zucca che è riuscita a stimolare una discussione molto sentita, anche tra di noi che da molti anni facciamo parte o seguiamo i movimenti femministi.
Ci ha colpito moltissimo un dato che Michela ci ha fornito: in tutta Milano esiste una sola casa di accoglienza per donne maltrattate ed ha solo 13 posti letto.
Alla riunione di martedì abbiamo discusso parecchio per cercare di capire la causa della scarsa partecipazione all’incontro di domenica. Sappiamo che non è per mancanza di pubblicità/informazione, se le persone sono venute a vedere il film , vuol dire che sapevano anche dell'iniziativa sul Femminicidio (visto che il volantino era doppio!).
Ci siamo poste parecchie domande, se avete qualche suggerimento fatecelo sapere...
C'è un totale disinteresse o rimozione nei confronti dell'argomento, dovuto alla tendenza di vivere qualsiasi problema come un dramma privato?
E' sbagliato fare le iniziative alla domenica pomeriggio?
Stiamo cercando di capire che iniziative portare avanti nei prossimi mesi (visto lo spazio che abbiamo a disposizione e l'arrivo dell'estate) probabilmente a settembre.
Vorremmo cercare di organizzare una festa, vedremo nelle prossime settimane se siamo troppo in ritardo per provarci.
L'altra idea è appoggiarci alle prossime feste estive che sbucano numerose da queste parti.
Intanto parteciperemo alla due giorni di Bologna il 14 e 15 giugno.
alla prossima
Collettiva
Partendo con ordine:
dopo la proiezione di venerdì eravamo tutte molto contente, come avrete visto dal post precedente, per come era andata la serata.
Ecco, l'incontro con Michela Zucca di domenica è andato in altro modo da come ci aspettavamo per quanto riguarda la partecipazione.
Eravamo in una trentina di persone ma in poche/i erano estranei al nostro circuito di conoscenze.
Volevamo ringraziare Michela Zucca che è riuscita a stimolare una discussione molto sentita, anche tra di noi che da molti anni facciamo parte o seguiamo i movimenti femministi.
Ci ha colpito moltissimo un dato che Michela ci ha fornito: in tutta Milano esiste una sola casa di accoglienza per donne maltrattate ed ha solo 13 posti letto.
Alla riunione di martedì abbiamo discusso parecchio per cercare di capire la causa della scarsa partecipazione all’incontro di domenica. Sappiamo che non è per mancanza di pubblicità/informazione, se le persone sono venute a vedere il film , vuol dire che sapevano anche dell'iniziativa sul Femminicidio (visto che il volantino era doppio!).
Ci siamo poste parecchie domande, se avete qualche suggerimento fatecelo sapere...
C'è un totale disinteresse o rimozione nei confronti dell'argomento, dovuto alla tendenza di vivere qualsiasi problema come un dramma privato?
E' sbagliato fare le iniziative alla domenica pomeriggio?
Stiamo cercando di capire che iniziative portare avanti nei prossimi mesi (visto lo spazio che abbiamo a disposizione e l'arrivo dell'estate) probabilmente a settembre.
Vorremmo cercare di organizzare una festa, vedremo nelle prossime settimane se siamo troppo in ritardo per provarci.
L'altra idea è appoggiarci alle prossime feste estive che sbucano numerose da queste parti.
Intanto parteciperemo alla due giorni di Bologna il 14 e 15 giugno.
alla prossima
Collettiva
una mattina di ordinaria incazzatura
Mi siedo al computer e cerco notizie sull'aggressione fascista alla sapienza di Roma:
corriere.it
poi navigo qua e là
cpt in caserme dismesse, da skytg24
potrei smetterla, almeno per oggi, e invece:
molestava le pazienti, da rainews24
E poi mi capita di leggere questo, che potrebbe essere forse la notizia che più delle altre potrebbe strapparmi un sorriso, un po' forzato, ma comunque un sorriso.
Benedetto XVI leggerà la Bibbia in tv
Il Papa Benedetto XVI leggerà la Bibbia in tv. La Rai ha in programma per il prossimo autunno la prima lettura integrale del testo sacro.
Sebbene il progetto non abbia ancora assunto una forma definitiva, è sicuro che ad aprire la maratona di sette giorni e sette notti sarà proprio sua Santità. Sono state smentite le voci secondo le quali la lettura sarebbe stata inserita all'interno della trasmissione Domenica In: sembra piuttosto che la Rai creerà uno spazio apposito. La lettura proseguirà con altri ospiti, tra i quali il rabbino capo di Roma, un sacerdote ortodosso e anche semplici fedeli, che potranno prenotarsi tramite un sito web ancora in costruzione.
L'arcivescovo Gianfranco Ravasi, "Ministro della Cultura" della Santa Sede, sarà il testimonial dell'iniziativa e ne spiegherà il valore nelle settimane precedenti la messa in onda.
E invece no, lo leggo, poi lo rileggo, poi lo rilego ancora e non mi viene nemmeno da fare un sorriso piccolo piccolo.
Abbiate pazienza, ma oggi proprio non va.
Mia
corriere.it
poi navigo qua e là
cpt in caserme dismesse, da skytg24
potrei smetterla, almeno per oggi, e invece:
molestava le pazienti, da rainews24
E poi mi capita di leggere questo, che potrebbe essere forse la notizia che più delle altre potrebbe strapparmi un sorriso, un po' forzato, ma comunque un sorriso.
Benedetto XVI leggerà la Bibbia in tv
Il Papa Benedetto XVI leggerà la Bibbia in tv. La Rai ha in programma per il prossimo autunno la prima lettura integrale del testo sacro.
Sebbene il progetto non abbia ancora assunto una forma definitiva, è sicuro che ad aprire la maratona di sette giorni e sette notti sarà proprio sua Santità. Sono state smentite le voci secondo le quali la lettura sarebbe stata inserita all'interno della trasmissione Domenica In: sembra piuttosto che la Rai creerà uno spazio apposito. La lettura proseguirà con altri ospiti, tra i quali il rabbino capo di Roma, un sacerdote ortodosso e anche semplici fedeli, che potranno prenotarsi tramite un sito web ancora in costruzione.
L'arcivescovo Gianfranco Ravasi, "Ministro della Cultura" della Santa Sede, sarà il testimonial dell'iniziativa e ne spiegherà il valore nelle settimane precedenti la messa in onda.
E invece no, lo leggo, poi lo rileggo, poi lo rilego ancora e non mi viene nemmeno da fare un sorriso piccolo piccolo.
Abbiate pazienza, ma oggi proprio non va.
Mia
martedì 27 maggio 2008
documentazione utile per avvicinarci alla due giorni bolognese
Un paio di link dal blog FLAT con i risultati del precedente incontro che si è tenuto a febbraio per avvicinarsi meglio alla due giorni bolognese del 14 e 15 giugno.
link di documentazione generale
relazioni finali dei tavoli FLAT
le proposte formulate dai tavoli
Sperando di esservi utili!
link di documentazione generale
relazioni finali dei tavoli FLAT
le proposte formulate dai tavoli
Sperando di esservi utili!
Aborto: disassistenza programmata. Report della riunione milanese del 13 maggio
da ogo.noblogs.org
Dalla riunione che si è svolta martedì 13 maggio per la formazione di un comitato cittadino a sostegno della campagna Obiettiamo gli obiettori sono uscite molte idee, spunti di riflessione interessanti e anche qualche indicazione un po' più pratica; purtroppo alcuni/e operatori e operatrici della sanità interessati/e non hanno potuto esserci, così come alcune delle associazioni di migranti.
Leggi il report della riunione. >>
Dalla riunione che si è svolta martedì 13 maggio per la formazione di un comitato cittadino a sostegno della campagna Obiettiamo gli obiettori sono uscite molte idee, spunti di riflessione interessanti e anche qualche indicazione un po' più pratica; purtroppo alcuni/e operatori e operatrici della sanità interessati/e non hanno potuto esserci, così come alcune delle associazioni di migranti.
Leggi il report della riunione. >>
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ADERIAMO A ...,
NOTIZIE DALLA RETE E OLTRE
Gli zingari rubano i bambini e le streghe se li mangiano
da ogo.noblogs.org
Rovesciamenti, rappresentazioni mediatiche falsificanti, produzioni fittizie di 'verità naturali', riattivazione di dispositivi stigmatizzanti e criminalizzanti sono funzionali oggi - come già ieri e secoli fa - ad agire un controllo feroce convogliando su vecchi e nuovi 'mostri' paure, fantasmi, odio.
Lo zingaro che ruba i bambini e la strega che li mangia sono due facce dello stesso cliché persecutorio, oggi più che mai funzionale per distogliere dai problemi reali, dalla precarietà esistenziale data dallo sfruttamento, dall'inquinamento alimentato dai consumi, dalle devastazioni ambientali figlie della logica del profitto e del dominio dell'uomo (sì, lui: il maschio capitalista) sull'ambiente e su tutti gli altri esseri viventi, dalla costante millenaria e transculturale della violenza femminicida. continua >>
Rovesciamenti, rappresentazioni mediatiche falsificanti, produzioni fittizie di 'verità naturali', riattivazione di dispositivi stigmatizzanti e criminalizzanti sono funzionali oggi - come già ieri e secoli fa - ad agire un controllo feroce convogliando su vecchi e nuovi 'mostri' paure, fantasmi, odio.
Lo zingaro che ruba i bambini e la strega che li mangia sono due facce dello stesso cliché persecutorio, oggi più che mai funzionale per distogliere dai problemi reali, dalla precarietà esistenziale data dallo sfruttamento, dall'inquinamento alimentato dai consumi, dalle devastazioni ambientali figlie della logica del profitto e del dominio dell'uomo (sì, lui: il maschio capitalista) sull'ambiente e su tutti gli altri esseri viventi, dalla costante millenaria e transculturale della violenza femminicida. continua >>
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