Visualizzazione post con etichetta DOCUMENTARIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DOCUMENTARIA. Mostra tutti i post

martedì 1 settembre 2009

una lettera da ponte galeria

macerie >>>

«Quando sono entrato qui mi hanno detto che dovevo stare tranquillo, che qui ero libero… Ho visto la Croce Rossa e mi sono detto: “meno male, almeno non vedo la polizia intorno”. Invece mi sono sbagliato tanto, mi sono sbagliato tanto a pensare così…
La Croce Rossa mi ha dato un paio di ciabatte, un paio di lenzuola di carta di quelle che si usano sui treni, quelle usa e getta. Mi ha aperto un cancello e… lunghe sbarre, lunghe sbarre alte quattro metri. Tutto a sbarre. Avete presente gli zoo, come sono divisi gli animali? Una gabbia sono negri, una gabbia sono arabi, una gabbia sono del Bangladesh, una gabbia sono indiani, una gabbia sono europei… Da lontano ho visto i militari, e come girano intorno coi mezzi che usano lì in Afghanistan - armati! Subito mi sono reso conto che mi hanno detto una bugia, che non ero libero io: una persona chiusa in una gabbia 16 per 20 non può essere libera, non può essere libera!
Qui non c’è la vita, non si può vivere così: ci danno il vitto solo per tenerci in vita. Sapete come ci sentiamo, sapete come ci sentiamo noi? Persone sequestrate! Una cosa è sentirla - vedete, mi viene la pelle d’oca - e un’altra cosa è trovarsi solo cinque minuti in una gabbia… e no, due mesi, tre mesi, quattro mesi, cinque mesi, sei mesi… E intorno a noi girono militari che sono tornati dall’Afghanistan. Vigili urbani, Polizia, Finanza, Carabinieri, Polizia stradale, militari… tutte le divise abbiamo qua. E in più abbiamo la Croce Rossa: per me il nome della Croce Rossa è infangato, infamato!, perché sotto le divise della Croce Rossa si nascondono gli ex militari. E questo lo posso confermare davanti a tutti, anche davanti al Presidente della Repubblica.
Qui non è come fosse Guantanamo: è Guantanamo. È Guantanamo. È Guantanamo del signor Berlusconi, del signor Bossi, del signor Maroni, del signor Fini, del signor Casini e del signor Calderoli. Noi vogliamo che nostra voce si senta da qua a tutto il mondo come si è sentita per Guantanamo.Trasmettetela e ve ne saremo molto grati: le nostre sofferenze qua non si possono descrivere. Non si possono descrivere, non si possono descrivere…»


Ponte Galeria, Roma, 30 agosto 2009

lunedì 27 aprile 2009

la terra trema ancora

... il terremoto c'è ancora ... nella terra che trema, nei racconti sotterranei e nelle macchinate di aiuti ...
io, per rimanere collegata e ricevere informazioni seguo questi due blog qua:

miskappa.blogspot.com

www.epicentrosolidale.org

... ché la terra, e tutto il resto, trema ancora ...

lunedì 24 novembre 2008

bollettino

da liberazione.it del 23/11/08
Beatrice Busi


Domenica 16 novembre
Genova
Di Elga, 51 anni, casalinga, dicono che è depressa, che ha un sacco di manie. Del figlio Alex, 24 anni, che sta per laurearsi a Scienze della comunicazione, dicono che sia uno studente modello. La mamma però, lo rimprovera di continuo di lasciarla troppo da sola, si lamenta, chiede di essere aiutata. Come questa sera, quando lui le ha risposto con tre coltellate alla gola e tre alla pancia . Sono le 23.20, Elga viene portata in ospedale. E' stato lui a chiamare i soccorsi, credeva di averla ammazzata. Ha chiesto scusa, dice che era esasperato. Ieri mattina, a Licodia Eubea (Ct), invece, è stato rintracciato l'assassino di Carmelina, 54 anni. E' il figlio Paolo, 25 anni. Giovedì 13, l'aveva ammazzata con 80 coltellate, inseguendola per tutta la casa . Di lui dicono che fosse poco sereno.

Lunedì 17 novembre
Cattolica (Rn)
Loretta ha 48 anni, è titolare di un hotel in centro. Si è sposata a 16 anni, incinta della primogenita. Monia ora ha 31 anni, è sposata, ha un bimbo di un anno, vive nelle Marche. Loretta è stanca, consumata da un matrimonio difficile. In albergo fa tutto lei. Dicono che lui tiene la pubbliche relazioni. E fa i caffè. E ha degli hobbies costosi. Lei lo sta lasciando. Dorme in albergo da un pò, mentre lui è rimasto nell'appartamento. L'altra figlia, Valentina, 28 anni, sta con lei, non vuole lasciarla sola. E' anche andata dai carabinieri, per sapere come comportarsi nel caso lui esagerasse con le mani e le minacce. Sono da poco passate le 8. Loretta vuole aprire l'hotel per Natale, invita il marito a portare via le cose che tiene nella veranda. Modellini di aerei, la moto Bmw 1200, un pò di tutto. Lui dà subito in escandescenze, come al solito. Valentina gli urla contro che se non la smette va a raccontare tutto ai carabinieri. Proprio tutto. Le botte, i maltrattamenti, gli abusi. Lui imbraccia il fucile da caccia automatico, quello che ha comprato da poco. Spara un colpo a bruciapelo alla gamba sinistra della figlia. Poi, un secondo colpo diretto al petto che Valentina riesce a schivare e che le sfiora una spalla . Loretta, nel panico, prende il cellulare, chiama il 112. «Mio marito ha un fucile...». Poi un colpo le spappola il fegato e un secondo le trapassa il cuore. Lui le lascia lì così, va in albergo e si spara un colpo sotto al mento . Loretta è morta. Valentina è ricoverata nel reparto di ortopedia. Il padre, è fuori pericolo.
Solito coro di commenti sull'inspiegabilità del gesto. Era una famiglia normale, persino benestante. Come quella di Verona, della quale Liberazione ha parlato ieri. Lui, noto commercialista, prima di suicidarsi, ha ammazzato i tre bambini e la moglie .

venerdì 10 ottobre 2008

due documenti da scaricare

Ho pensato potessero essere utili:

qui >> potete scaricare il manuale di autodifesa del Gruppo di Autodifesa Donna Filo-Mena


qui>> invece c'è un opuscolo informativo su salute/sessualità realizzato dal Collettivo Malefimmine

a buon rendere, stampate e diffondete, regalate, fate girare ...

dal blog ogo il punto sulla 194

da ogo.noblogs.org

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Regione Sagrestia sulle linee guida per l'aborto terapeutico, già bocciate dal Tar – ma il ciellino Formigoni non demorde.

In Emilia Romagna si discutono nuove linee guida sull'interruzione di gravidanza che, fra l'altro, aprirebbero definitivamente le porte ai volontari antiabortisti.

E intanto la Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia), in occasione dell'84mo congresso, ha presentato la sua prima indagine nazionale sull'interruzione volontaria di gravidanza, effettuata in 45 centri italiani.

Di seguito riportiamo le dichiarazioni del presidente della Sigo e un articolo che illustra i principali risultati dell'inchiesta.

I ginecologi: medici e manager sanitari ignoranti su contraccezione d'emergenza, pillola del giorno dopo non e' abortiva. >> scarica il pdf

I medici giudicano le norme sull'ivg a trent'anni dalla loro entrata in vigore. Le cifre: diminuito il numero degli interventi legali. I tempi di attesa sono sempre più lunghi. >> scarica il pdf

venerdì 27 giugno 2008

Flat 2008 - materiali & reports

Un po' di materiali dal FLAT bolognese


Questa è la sintesi finale:

Il 14 e il 15 giugno 2008 l’assemblea nazionale femminista e lesbica si è incontrata a Bologna spinta dal desiderio e dalla necessità di continuare il percorso nazionale iniziato a Roma con la manifestazione del 24 novembre 2007 contro la violenza maschile sulle donne e proseguita con un’assemblea di valutazione della stessa (il 12 –1-’08 a Roma) e con la due giorni di Flat il 23 e il 24 febbraio 2008.

L’incontro a Bologna è nato dalla volontà politica di continuare ciò che insieme e in tante abbiamo costruito e reso visibile. Dall’esigenza di individuare strategie e pratiche di lotta da agire affinché sempre e con forza possiamo affermare la nostra autodeterminazione di femministe e lesbiche.

Abbiamo discusso di pratiche comuni, azioni di lotta e di comunicazione con donne e lesbiche, per contrastare la violenza e decostruire quelle relazioni di potere maschile esercitate in tutti gli ambiti della società come strumento di controllo e disciplina su donne e lesbiche.

Abbiamo discusso della necessità di essere soggetto protagonista dei media per produrre informazione, non più controinformazione, accessibile a tutte, al fine di contrastare un’egemonia culturale che si dichiara neutra e tale non è.

Abbiamo discusso della necessità di strategie comuni per contrastare le politiche familiste e le leggi sull’immigrazione che oltre ad ostacolare ed impedire l’accesso ai\alle migranti ad un sistema di diritti minimo, fomentano odio razziale e penalizzano doppiamente le donne.

L’Assemblea nazionale esprime la priorità di lavorare sui punti di convergenza che ci uniscono, valorizzando la pluralità delle analisi e delle pratiche, consapevoli delle differenze che ci attraversano ma determinate a volerle gestire in modo costruttivo per una maggiore partecipazione ad una cultura condivisa da donne, femministe e lesbiche.

L’Assemblea ha quindi espresso la necessità politica di rendere ancora una volta dichiarato il rifiuto e l’opposizione all’uso strumentale del corpo delle donne e delle lesbiche per l’etnicizzazione della violenza e la giustificazione di politiche securitarie e razziste.

Si è concordato sulla necessità di innalzare l’attenzione rispetto alle mobilitazioni ed alle lotte dei “movimenti migranti” e di lavorare per intrecciare relazioni con le donne, affrontando le diverse condizioni materiali di vita, di linguaggi, di culture, con la finalità di uno scambio reciproco per la costruzione di un percorso condiviso.

L’Assemblea ha inoltre discusso sull’opportunità di aderire alla manifestazione provinciale dei/delle migranti del 5 luglio. Da parte di molte è stata espressa la difficoltà ad aderire come rete nazionale alle varie iniziative politiche locali. L’assemblea ha riconosciuto che più che dare semplici adesioni o solidarietà nelle varie iniziative locali, è fondamentale per noi in primo luogo la costruzione di relazioni con le donne e le lesbiche interne ad altri percorsi di lotta.

Ci si è poi confrontate sulla definizione di Sommosse; se si tratti di una rete di coordinamento o di un soggetto politico.

Si è valutata la possibilità che la mailing list Sommosse da ambito principalmente di partecipazione al dibattito e scambio di informazioni possa essere equiparata ad una assemblea permanente che prenda decisioni al pari degli incontri nazionali; numerose perplessità espresse in proposito soprattutto riguardo all’accessibilità al mezzo, hanno lasciato aperta la questione.

L’Assemblea ha espresso la volontà di organizzare una manifestazione nazionale per il 22 novembre 2008. Riguardo alle modalità della manifestazione, è stata sollevata la necessità di mettere in discussione quelle usate il 24 novembre 2007 ma molte hanno affermato di non voler fare passi indietro rispetto allo scorso anno. Non c’è stato tempo per discutere questo punto che quindi dovrà essere ripreso.

Su questa premessa L’assemblea nazionale femminista e lesbica propone:

- una manifestazione nazionale al sud, se le compagne del sud avranno volontà e possibilità di “ospitarla” in caso contrario da fare a Roma, il 22 novembre 2008(il sab più vicino al 25 \11): la questione centrale sarà ancora la violenza maschile sulle donne e le lesbiche.

- una settimana di campagne locali (da farsi tra settembre e ottobre) in cui organizzare momenti di incontro e scambio con le altre donne e lesbiche e in particolare con le migranti di prima e seconda generazione, con l’obiettivo di costruire relazioni che consentano la condivisione dei diversi percorsi di lotta. (A Roma l’intento è di caratterizzare questa campagna in senso antisessista, antirazzista e antifascista, partendo dalla denuncia del pacchetto sicurezza e producendo anche manifesti eventualmente esportabili nelle altre città).

- la partecipazione e l’attenzione al processo di Perugia per il femminicidio di Barbara Cicioni di cui la prima udienza è il 19 giugno ’08 e nel quale per la prima volta viene introdotto il temine femminicidio all’interno dei tribunali italiani

- la creazione di contatti , reti, occasioni di relazione con associazioni e gruppi di donne migranti

- la costruzione di un ambito di discussione per il confronto di linguaggi e pratiche di lotta fra “vecchie” e nuove generazioni da collocarsi in un prossimo incontro.


Sintesi scritte (e non)


la sintesi della gruppo sulla Violenza >>

la sintesi del gruppo sulla Comunicazione >>

la sintesi (per ora il video) del gruppo su antifascismo, antirazzismo, antisessismo>>

le primissime foto dell'assemblea >>



Risorse Video di DonnaTV:

Sintesi del gruppo sulla Violenza esposta in Plenaria >>

Sintesi del gruppo su antifascismo-antirazzismo-antisessismo >>

Sintesi del gruppo sulla Comunicazione >>

Video sulla 2 Giorni >>

Intervento in Plenaria del gruppo antirazzismo-antifascismo-antisessismo e qui altri interventi sullo stesso tema >>

Interventi sulla Comunicazione e sul metodo del consenso >>

venerdì 6 giugno 2008

Inchiesta sugli ospedali milanesi. Clinica Mangiagalli

da ogo.noblogs.org

Quando lo scorso 14 febbraio in molte città italiane le femministe e le lesbiche scesero in piazza per contestare contro l’irruzione poliziesca nel Policlinico di Napoli in cerca di una donna accusata di “feticidio” (!!!!!), noi organizzammo un presidio non autorizzato contro l’abiezione di coscienza sotto la Clinica Mangiagalli.
Contestando la nostra scelta, una esponente della Rete 194Ragioni in una mail definì la Mangiagalli un’“isola di civiltà”, invitando le donne (e gli uomini) a partecipare al presidio autorizzato indetto in contemporanea dalla Rete in piazza S. Babila, non lontano dalla Prefettura, dove una delegazione sarebbe andata a consegnare una lettera al Prefetto.
Certo, dal disastro di Seveso per anni la Mangiagalli era stata senza dubbio una clinica rispettosa dell'autodeterminazione delle donne, ma le cose col tempo erano molto cambiate.
Così avevamo scelto quel luogo e quella modalità proprio perché ci sembrava assai significativo, sia per la ultraventennale presenza del Centro aiuto alla vita-Cav, superfinanziato da Regione e Comune, in un locale interno alla struttura ospedaliera (la cui presidente, Paola Bonzi si sarebbe, da lì a breve, candidata nella lista di Ferrara), sia per le posizioni assunte qualche settimana prima da Alessandra Kustermann (ginecologa, responsabile del Servizio diagnosi prenatale e del Soccorso violenze sessuali, nonché promotrice dello Sportello contro i maltrattamenti all’interno dell’ospedale stesso, nonché in tempi non sospetti sostenitrice dell’introduzione della RU486 e della necessità di un osservatorio sulla violenza contro le donne) a favore delle linee guida di Formigoni sugli aborti terapeutici – linee guida ‘partorite’ in quello stesso ospedale – sia per il cambio della guardia sulla 194 seguito alla morte di Pardi, primario non obiettore (ma paradossalmente favorevole alla presenza dei volontari antiabortisti in corsia, fatto su cui si scontrò anche con Kustermann), sia per infinite altre ragioni tra cui l’attivazione delle “culle per la vita”, moderna versione – videosorvegliata! – della “ruota degli esposti”.
Insomma, per stare lì sotto a contestare sia l’abiezione di coscienza che i giochi politici fatti sui corpi e le vite delle donne di ragioni ce n’erano a iosa, e ancora oggi ce ne sono per pubblicare una scheda informativa su questo ospedale che con le “isole di civiltà” ci pare avere ben poco a che spartire, come ci conferma anche la reazione di Kustermann alla sentenza con cui il Tar Lombardo ha rigettato le linee guida formigoniane.


scheda - clinica Mangiagalli >>




martedì 3 giugno 2008

psicofarmaci e psichiatria: tenere fuori dalla portata dei bambini

Proponiamo questa intervista a Giorgio Antonucci fatta un paio di anni fa dal Gruppo d’iniziativa non psichiatrica di Tradate, di cui alcune di noi del Collettiva donne fanno parte.
Negli ultimi anni anche in Italia si sta diffondendo la psichiatrizzazione dei bambini, estendendo ai loro comportamenti i giudizi e le diagnosi psichiatriche.
Il dott. Antonucci ha dedicato la sua vita alla lotta contro il pregiudizio psichiatrico: per tutte/i noi con il suo pensiero di libertà e il suo agire è stato un riferimento determinante.

scarica il pdf >>



martedì 27 maggio 2008

documentazione utile per avvicinarci alla due giorni bolognese

Un paio di link dal blog FLAT con i risultati del precedente incontro che si è tenuto a febbraio per avvicinarsi meglio alla due giorni bolognese del 14 e 15 giugno.

link di documentazione generale

relazioni finali dei tavoli FLAT

le proposte formulate dai tavoli


Sperando di esservi utili!


lunedì 5 maggio 2008

la pillola del giorno dopo

Avete bisogno della pillola del giorno dopo ma non c'è verso, di fronte a voi degli incalliti obiettori di coscienza che si frappongono fra voi ed un vostro sacrosanto diritto. Se volete denuciare il fatto, invece che (o dopo aver) schiaffeggiare il medico/farmacista che non vi prescrive/procura la pillola del giorno dopo, alleghiamo i moduli per gli esposti

da http://osservarosa.blogspot.com/


esposto pillola del giorno dopo >>
Tieni conto che i fatti esposti sono relativi ad un caso specifico, e vanno quindi sostituiti con la situazione che hai dovuto concretamente affrontare.

la denuncia tipo per i farmacisti >>

venerdì 2 maggio 2008

Interruzione di gravidanza: cosa fare, quando e dove

Da http://ogo.noblogs.org/

scarica il pdf >>


Interruzione di gravidanza: cosa fare, quando e dove


L'anticoncezionale non ha funzionato, il preservativo si è rotto... oppure nessuno/a ti ha mai dato informazioni corrette ed esaurienti su come funziona il tuo corpo e su come è possibile evitare di rimanere incinte.
In ogni caso solo tu hai il diritto di decidere se hai le risorse affettive, psicologiche ed economiche per diventare madre oppure no. Se non sai cosa fare, puoi trovare aiuto e supporto nei consultori pubblici, negli spazi autogestiti dalle donne, nei consultori privati laici. Qui di seguito alcune indicazioni.

Quanto tempo hai per decidere
L'interruzione volontaria di gravidanza è consentita dalla legge 194 entro i primi novanta giorni, periodo che viene calcolato a far data dalle ultime mestruazioni. Sapere questo è molto importante: di solito, quando ci si accorge di essere incinte sono già passate almeno 5 o 6 settimane dall'ultimo ciclo, bisogna inoltre tenere conto che la legge 194 impone 7 giorni di "riflessione" dalla data del certificato medico a quando ci si potrà presentare in ospedale per l'intervento, quindi in realtà ci sono solo 5/6 settimane di tempo utile per decidere cosa fare.

Oltre la 12ma settimana si può ricorrere all'aborto terapeutico solo se la gravidanza o il parto comportano un grave pericolo per la vita della donna o quando sono accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

A chi rivolgersi
Per ottenere il certificato per l'interruzione di gravidanza puoi rivolgerti gratuitamente presso i consultori familiari pubblici (qui info sui consultori milanesi), presso un ospedale, oppure presso un medico di tua scelta. Porta con te un documento, la tessera sanitaria e, nel caso il medico a cui ti rivolgi non sia un ginecologo, il test di gravidanza(*) eseguito presso una farmacia o un laboratorio analisi.
E' sempre bene verificare in anticipo che il medico con cui si avrà il colloquio non sia obiettore di coscienza (*) altrimenti si rischia di perdere altro tempo prezioso.
Se vuoi puoi recarti al colloquio col tuo partner, ma non sei tenuta a farlo e nessuno può importi che lui sia presente.
Il medico è tenuto a verificare con te i motivi che ti portano ad interrompere la gravidanza nel rispetto della tua dignità, libertà e riservatezza, e a fornirti indicazioni sugli aiuti e i supporti di carattere sociale ed economico a cui hai diritto nel caso tu decida di non abortire.

Se sei minorenne
La legge ti consente di interrompere una gravidanza indesiderata anche se sei minorenne, previo il consenso di entrambi i tuoi genitori. Se per vari motivi non è opportuno coinvolgerli, o sono contrari, il medico, entro sette giorni dalla tua richiesta, inoltrerà al giudice tutelare competente una relazione, corredata del proprio parere. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, fisserà un colloquio con te e tenuto conto della tua volontà, delle tue ragioni e della relazione del medico, può autorizzarti, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza. Ricordati che nessuno è tenuto ad informare i tuoi genitori della tua decisione.

Se sei straniera
La legge prevede che tu possa interrompere la gravidanza anche se non hai il permesso di soggiorno, nessuno potrà segnalarti alla polizia o trattenerti.
Ricordati che puoi accedere ai consultori pubblici e agli ospedali per ottenere il certificato e richiedere l'intervento anche se non hai la tessera sanitaria.

L'iter burocratico
Il medico rilascia un certificato, che deve essere firmato anche dalla donna, con l'invito a "soprassedere" per sette giorni, trascorso questo tempo ci si può rivolgere presso un ospedale pubblico o convenzionato per richiedere l'interruzione di gravidanza, in caso di urgenza il medico può rilasciare un certificato che permette di rivolgersi direttamente all'ospedale senza che siano trascorsi i 7 giorni. E' molto importante che il certificato(*) venga compilato correttamente per evitare che venga rifiutato dall'ospedale.
Scarica il Fac Simile della richiesta di IVG, per verificare tutte le informazioni necessarie.
In ospedale verranno fissati gli esami di routine e la data per l'intervento che solitamente viene eseguito in regime di day hospital e in genere con anestesia locale. In alcuni ospedali per eseguire gli esami è necessario tornare due o tre volte, quindi se hai problemi ad assentarti dal lavoro o da scuola informati prima.
I nominativi delle donne che ricorrono all'interruzione di gravidanza non possono essere divulgati o resi pubblici, anche le relazioni che i medici e gli ospedali, per legge, devono far pervenire all'autorità sanitaria provinciale, non devono fare menzione dell'identità della donna.

TEST DI GRAVIDANZA E' importante avere un test di gravidanza "stampato", contenente il tuo nome e cognome, da poter esibire al medico, per cui rivolgiti ad un laboratorio analisi oppure ad una farmacia che svolge questo servizio. Alcune farmacie restituiscono l'esito in un paio d'ore, altre dopo uno o due giorni. Per il test basta raccogliere un po' della prima pipì della mattina in un barattolino pulito.

OBIETTORE DI COSCIENZA La legge 194 consente ai medici contrari all'aborto di "rifiutarsi di svolgere le procedure e le attività specificamente e necessariamente dirette a determinare l'interruzione della gravidanza", quindi un medico obiettore non ti rilascerà il certificato per l'IVG. Anche in ospedale potrai trovare medici e personale paramedico obiettore, in alcuni ospedali la percentuale di obiettori è molto alta e questo causa dei tempi di attesa molto lunghi, per cui ti consigliamo di informarti prima di scegliere presso quale ospedale richiedere l'intervento. Ricordati che l'obiezione di coscienza non esonera il personale dall'assistenza antecedente e conseguente all'intervento. Se riscontri degli abusi in questo senso o gravi disservizi causati dalla presenza di personale obiettore, segnalaceli (no_obiettori@autistiche.org).

CERTIFICATO PER LA RICHIESTA DI IVG Controlla che siano indicati la data di rilascio, il tuo nome e cognome, la data delle ultime mestruazioni, le formulazioni di legge (x es. "Espletate le procedure previste ai sensi dell'art. 5 L 194/78 si ritiene che sussistano le circostanze di cui all'articolo 4, per cui, trascorsi sette giorni dalla data del presente certificato, la richiedente potrà presentarsi in una delle sedi autorizzate per effettuare l'intervento").

sabato 19 aprile 2008

DOCUMENTARIA

documenti utili e necessari