Volevo ringraziare tutti quelli che sono venuti domenica all'aperitivo e a vedere lo spettacolo.
Un enorme grazie sopratutto alle "BelleBallerine" di PuntidiVista: Silvia, Chiara, Tiziana, Chiara... al divano e al suo trasportatore!
Vi aspettiamo giovedì 20 Novembre alle ore 21.00 per la proiezione di:
“vogliamo anche le rose”
documentario di alina marazzi - Italia 2007
VI RICORDO CHE LA PROIEZIONE E' APERTA A TUTTI!
Sono ancora disponibili posti per il laboratorio di scrittura creativa (che si svolgerà sabato 29 e domenica 30 novembre a Tradate) e per il workshop di internet (che si svolgerà domenica 14 dicembre a Varese). Questi due corsi sono riservati alle donne.
Fateci uno squillo o mandateci una mail se siete interessate.
Pillow
martedì 11 novembre 2008
venerdì 7 novembre 2008
Aperitivo con interferenze
domenica 9 novembre
ore 19.00 - aperitivo con interferenze
PUNTIdiVISTA
performance di video-danza
VI RICORDO CHE GLI APERITIVI e LE PROIEZIONI SONO APERTE A TUTTI FEMMINE E MASCULI!
...QUINDI MI RACCOMANDO PORTATE ANCHE I VOSTRI FIDANZATI...VI ASPETTIAMO in via Carducci 3 a Tradate.
IL LABORATORIO DI SCRITTURA E IL WORKSHOP DI INTERNET, SONO ESCLUSIVAMENTE PER LE DONNE E VANNO PRENOTATI.
Le Collettiva
ore 19.00 - aperitivo con interferenze
PUNTIdiVISTA
performance di video-danza
VI RICORDO CHE GLI APERITIVI e LE PROIEZIONI SONO APERTE A TUTTI FEMMINE E MASCULI!
...QUINDI MI RACCOMANDO PORTATE ANCHE I VOSTRI FIDANZATI...VI ASPETTIAMO in via Carducci 3 a Tradate.
IL LABORATORIO DI SCRITTURA E IL WORKSHOP DI INTERNET, SONO ESCLUSIVAMENTE PER LE DONNE E VANNO PRENOTATI.
Le Collettiva
giovedì 6 novembre 2008
BOICOTAGGIO CONTRO IL "TELEFONO SPIONE" DI GERENZANO
Da un volantino tovato in un bar di Gerenzano:
BOICOTAGGIO CONTRO IL "TELEFONO SPIONE" DI GERENZANO
La giunta razzista di Gerenzano, con un volantino distribuito nelle case dei cittadini, invita tutti gli zombie alla delazione contro chi si ostina a vivere,
istituendo due numeri telefonici per segnalare:
"schiamazzi, disturbo alla quiete, vandalismi, [...] informazioni circa la presenza di clandestini sul territorio, [...] presenza di troppe persone in un appartamento, oppure troppi via vai in una casa"
BOICOTTIAMO QUESTA INFAME ISTIGAZIONE ALLA DELAZIONE!
INTASIAMO I DUE NUMERI!
A PARTIRE DA GIOVEDÌ 6 NOVEMBRE dalle 8 alle 19
347 36 51 414 - 331 427 17 27
DIGLI COSA NE PENSI !
Amanti della libertà
(fonte: lombardia.indymedia.org)
Il Comune di Gerenzano invita tutti gli zombie alla delazione contro chi si ostina a vivere...
Numeri di telefono per segnalare "schiamazzi, vandalismi e clandestini"
“Viabilità, schiamazzi, disturbo della quiete, vandalismi e tutto ciò che non richiede un intervento immediato, come per esempio informazioni circa la presenza di clandestini sul territorio”. È parte del testo del volantino distribuito dal Comune di Gerenzano per far conoscere ai cittadini i due numeri di telefono messi a disposizione per le segnalazioni urgenti o meno urgenti. “Non fraintendiamo – spiega il vicesindaco Pierangela Vanzulli della Lega Nord – non siamo razzisti e non è una caccia alle streghe. Semplicemente sono dei numeri per poter permettere ai cittadini di segnalare dove non viene rispettata la legge. Non si tratta solo di clandestini, ma anche di problemi riguardo all’abitabilità di una casa”.
Ed ecco che un primo numero di telefono (347 – 36 15 414) è attivo dalle 8 alle 19 tutti i giorni “per urgenze che necessitano il loro intervento immediato” recita il volantino. Il secondo numero (331 – 427 17 27) per le situazioni già citate. Per chi chiamerà questi numeri c’è anche la possibilità, come segnalato nel volantino, di mantenere l’anonimato.
”Riceviamo tutti i giorni diverse segnalazioni, sia io che l’assessore Borghi – prosegue il vicesindaco -. È capitato che ci facessero notare la presenza di troppe persone in un appartamento, oppure troppi via vai in un’altra casa del centro. Tutte segnalazioni che sono state vagliate dai vigili per poi essere passate ai carabinieri. Con questi numeri a disposizione dei cittadini, le segnalazioni saranno più veloci e dirette”.
”Ci tengo a precisare che non è un provvedimento razzista come viene vista ogni cosa proposta dalla Lega – conclude il vicesindaco -. Questo nuovo servizio riguarda tutti coloro che non rispettano le leggi, chi delinque. Chi è in regola e non ha commesso nulla al di fuori della legge non ha nulla da temere”.
Lunedi 3 Novembre 2008
M.S.
redazione@varesenews.it
BOICOTAGGIO CONTRO IL "TELEFONO SPIONE" DI GERENZANO
La giunta razzista di Gerenzano, con un volantino distribuito nelle case dei cittadini, invita tutti gli zombie alla delazione contro chi si ostina a vivere,
istituendo due numeri telefonici per segnalare:
"schiamazzi, disturbo alla quiete, vandalismi, [...] informazioni circa la presenza di clandestini sul territorio, [...] presenza di troppe persone in un appartamento, oppure troppi via vai in una casa"
BOICOTTIAMO QUESTA INFAME ISTIGAZIONE ALLA DELAZIONE!
INTASIAMO I DUE NUMERI!
A PARTIRE DA GIOVEDÌ 6 NOVEMBRE dalle 8 alle 19
347 36 51 414 - 331 427 17 27
DIGLI COSA NE PENSI !
Amanti della libertà
(fonte: lombardia.indymedia.org)
Il Comune di Gerenzano invita tutti gli zombie alla delazione contro chi si ostina a vivere...
Numeri di telefono per segnalare "schiamazzi, vandalismi e clandestini"
“Viabilità, schiamazzi, disturbo della quiete, vandalismi e tutto ciò che non richiede un intervento immediato, come per esempio informazioni circa la presenza di clandestini sul territorio”. È parte del testo del volantino distribuito dal Comune di Gerenzano per far conoscere ai cittadini i due numeri di telefono messi a disposizione per le segnalazioni urgenti o meno urgenti. “Non fraintendiamo – spiega il vicesindaco Pierangela Vanzulli della Lega Nord – non siamo razzisti e non è una caccia alle streghe. Semplicemente sono dei numeri per poter permettere ai cittadini di segnalare dove non viene rispettata la legge. Non si tratta solo di clandestini, ma anche di problemi riguardo all’abitabilità di una casa”.
Ed ecco che un primo numero di telefono (347 – 36 15 414) è attivo dalle 8 alle 19 tutti i giorni “per urgenze che necessitano il loro intervento immediato” recita il volantino. Il secondo numero (331 – 427 17 27) per le situazioni già citate. Per chi chiamerà questi numeri c’è anche la possibilità, come segnalato nel volantino, di mantenere l’anonimato.
”Riceviamo tutti i giorni diverse segnalazioni, sia io che l’assessore Borghi – prosegue il vicesindaco -. È capitato che ci facessero notare la presenza di troppe persone in un appartamento, oppure troppi via vai in un’altra casa del centro. Tutte segnalazioni che sono state vagliate dai vigili per poi essere passate ai carabinieri. Con questi numeri a disposizione dei cittadini, le segnalazioni saranno più veloci e dirette”.
”Ci tengo a precisare che non è un provvedimento razzista come viene vista ogni cosa proposta dalla Lega – conclude il vicesindaco -. Questo nuovo servizio riguarda tutti coloro che non rispettano le leggi, chi delinque. Chi è in regola e non ha commesso nulla al di fuori della legge non ha nulla da temere”.
Lunedi 3 Novembre 2008
M.S.
redazione@varesenews.it
lunedì 3 novembre 2008
SULLA MANIFESTAZIONE A ROMA DEL 22
Dunque,
qui si sta cercando di capire se da Milano parte qualche bel treno speciale o qualche pullman per Roma. Si sa, la Capitale è lontana per noi qui nel profondo nord e viaggiare lontano fa rima con spendere molto ...
chi fosse interessata a farsi un giro a Roma ce lo faccia sapere, così almeno cominciamo a renderci conto di quante potremmo essere a muoverci ...
collettiva.tradate@gmail.com
baci e abbracci
Le Collettiva
qui si sta cercando di capire se da Milano parte qualche bel treno speciale o qualche pullman per Roma. Si sa, la Capitale è lontana per noi qui nel profondo nord e viaggiare lontano fa rima con spendere molto ...
chi fosse interessata a farsi un giro a Roma ce lo faccia sapere, così almeno cominciamo a renderci conto di quante potremmo essere a muoverci ...
collettiva.tradate@gmail.com
baci e abbracci
Le Collettiva
bollettino
da Liberazione del 2 novembre 2008
Sabato 25 ottobre
Milano
Si erano lasciati e, la sera prima, si erano rivisti a casa di lui. Lei, 32 anni, del Marocco, sperava in un'amicizia. Lui, 33 anni, suo connazionale, ci ha provato. Lei ha detto no, lui l'ha violentata minacciandola con una lametta. Per un giorno intero le ha impedito di andarsene . Finché lei non è riuscita a scappare e a fermare una pattuglia di passaggio. Lui è accusato di sequestro di persona e violenza sessuale. Lei è stata ricoverata al centro antiviolenze della clinica Mangiagalli, con varie ferite da taglio su tutto il corpo.
Cesena
Lei ha 22 anni, è incinta di 8 mesi. Viene dalla Tunisia, da tre settimane ha raggiunto il marito in Italia. Lui, 37 anni, imbianchino, l'ha subito chiusa a chiave in una stanza . Le permette di uscire solo per andare al bagno, la picchia, la insulta e la minaccia. Finché, per una volta, si dimentica di girare la chiave nella toppa. Lei si precipita fuori di casa, in pigiama e ciabatte, e da una cabina chiama un'amica, sua connazionale. Poi attende i poliziotti che l'accompagnano al pronto soccorso. Lui è stato arrestato per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.
Mercoledì 29 ottobre
Isola delle Femmine (Pa)
Due anni di violenze, conclusi con l'arresto del marito. Lei, madre di due figli avuti da una relazione precedente, l'ha denunciato. Vicini e amici hanno confermato i suoi racconti. Lui, 50 anni, spesso la picchiava con un frustino .
Arbus (Ca)
Lei, 48 anni, casalinga, ha chiamato i carabinieri per denunciare il marito. Lui, 72 anni, pensionato, dopo averla picchiata brutalmente, si è dato alla fuga . L'hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e porto d'armi abusivo: un grosso coltello da cucina.
Firenze
Per le botte, ha abortito già due volte. L'aveva denunciato. Era stata affidata ad una struttura protetta, poi era ritornata a stare con lui e le violenze erano ricominciate . Ora, è stato arrestato. Lui, 25 anni, commesso, originario del Marocco, è accusato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti.
Ceglie del Campo (Ba)
Nunzia, 47 anni, due figli, è in motorino con suo fratello, 54 anni. Stanno tornando dal funerale di un parente, dove hanno litigato per l'ennesima volta con il padre. Lui, 77 anni, li segue con la sua auto, accelera, li travolge e tira dritto . Nunzia è morta in ospedale, il fratello è ferito. Il padre è stato arrestato per omicidio volontario.
Venerdì 31 ottobre
Riposto (Ct)
E' entrato in carcere per scontare una condanna per violenza sessuale, atti osceni e violenza privata contro la donna che si occupava di lui. Lei, non era la moglie, era la "badante". Dieci giorni fa a Reggio Calabria, una storia, forse analoga, è finita molto peggio. Eluta, 44 anni, veniva dalla Romania ed è stata ammazzata con un colpo di fucile alla testa . Lui, 88 anni, ha detto che il colpo è partito accidentalmente mentre puliva l'arma, ma gli inquirenti non gli credono. E' in stato di arresto per omicidio volontario.
Anche queste sono storie di "normali" famiglie italiane.
Sabato 25 ottobre
Milano
Si erano lasciati e, la sera prima, si erano rivisti a casa di lui. Lei, 32 anni, del Marocco, sperava in un'amicizia. Lui, 33 anni, suo connazionale, ci ha provato. Lei ha detto no, lui l'ha violentata minacciandola con una lametta. Per un giorno intero le ha impedito di andarsene . Finché lei non è riuscita a scappare e a fermare una pattuglia di passaggio. Lui è accusato di sequestro di persona e violenza sessuale. Lei è stata ricoverata al centro antiviolenze della clinica Mangiagalli, con varie ferite da taglio su tutto il corpo.
Cesena
Lei ha 22 anni, è incinta di 8 mesi. Viene dalla Tunisia, da tre settimane ha raggiunto il marito in Italia. Lui, 37 anni, imbianchino, l'ha subito chiusa a chiave in una stanza . Le permette di uscire solo per andare al bagno, la picchia, la insulta e la minaccia. Finché, per una volta, si dimentica di girare la chiave nella toppa. Lei si precipita fuori di casa, in pigiama e ciabatte, e da una cabina chiama un'amica, sua connazionale. Poi attende i poliziotti che l'accompagnano al pronto soccorso. Lui è stato arrestato per sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.
Mercoledì 29 ottobre
Isola delle Femmine (Pa)
Due anni di violenze, conclusi con l'arresto del marito. Lei, madre di due figli avuti da una relazione precedente, l'ha denunciato. Vicini e amici hanno confermato i suoi racconti. Lui, 50 anni, spesso la picchiava con un frustino .
Arbus (Ca)
Lei, 48 anni, casalinga, ha chiamato i carabinieri per denunciare il marito. Lui, 72 anni, pensionato, dopo averla picchiata brutalmente, si è dato alla fuga . L'hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e porto d'armi abusivo: un grosso coltello da cucina.
Firenze
Per le botte, ha abortito già due volte. L'aveva denunciato. Era stata affidata ad una struttura protetta, poi era ritornata a stare con lui e le violenze erano ricominciate . Ora, è stato arrestato. Lui, 25 anni, commesso, originario del Marocco, è accusato di violenza sessuale, lesioni e maltrattamenti.
Ceglie del Campo (Ba)
Nunzia, 47 anni, due figli, è in motorino con suo fratello, 54 anni. Stanno tornando dal funerale di un parente, dove hanno litigato per l'ennesima volta con il padre. Lui, 77 anni, li segue con la sua auto, accelera, li travolge e tira dritto . Nunzia è morta in ospedale, il fratello è ferito. Il padre è stato arrestato per omicidio volontario.
Venerdì 31 ottobre
Riposto (Ct)
E' entrato in carcere per scontare una condanna per violenza sessuale, atti osceni e violenza privata contro la donna che si occupava di lui. Lei, non era la moglie, era la "badante". Dieci giorni fa a Reggio Calabria, una storia, forse analoga, è finita molto peggio. Eluta, 44 anni, veniva dalla Romania ed è stata ammazzata con un colpo di fucile alla testa . Lui, 88 anni, ha detto che il colpo è partito accidentalmente mentre puliva l'arma, ma gli inquirenti non gli credono. E' in stato di arresto per omicidio volontario.
Anche queste sono storie di "normali" famiglie italiane.
domenica 2 novembre 2008
bello
... in questa domenica di pulizie e pranzi con parenti ho appena finito di leggere questo post di Viscontessa, dal blog delle sorelle d'italia ... davvero davvero bello ... secondo me ...
Dedicato proprio a te
Detesto spolverare e stirare. Lucidare un pavimento mi da una certa soddisfazione tanto che me ne vado spesso in cerca della cera ideale ovvero quella che una volta terminato il lavoro farà apparire tutte le stelline sul mio pavimento. Lavo, cucino, rastrello il giardino e di tanto in tanto passo la cera anche sui mobili. Qualche volta lucido l’argenteria ma più facilmente lucido le pentole di rame che tengo in cucina perché d’argento, a dire il vero, ho soltanto un paio di ciotole regali di nozze del mio primo matrimonio. A lucidare i rami ho imparato da mia madre e ho imparato da lei molte altre cose come togliere le incrostazioni da un forno o mettere le tende in ammollo con l’amido. Alcune cose mi piacciono proprio, mi divertono e mi rilassano come per esempio cucinare attività che ultimamente hanno scoperto anche molti uomini che ora ti spiegano quanto sia rilassante cucinare come se lo avessero scoperto loro, come se prima della loro scoperta l’umanità si fosse cibata di radici e carne cruda.
A volte, quando la mattina porto i cani a spasso e vedo sulle finestre delle altre abitazioni i cuscini e le lenzuola a prender aria, mi dico che vorrei farlo anche io, mi dico che vorrei fare la casalinga, vorrei far prendere aria ai miei cuscini e poi vorrei andare al mercato a fare la spesa, vorrei scegliere ogni giorno mazzi di carciofi freschi e lamentarmi per il prezzo con il verduraio.
Non c’è niente di gratificante nel spostare le mie chiappe dalle sedia di cucina dove stati seduta a sgranare fagioli e quella dell’ufficio dove me ne sto a sgranare fatture. Certo, nei periodi nei quali mi è capitato di non lavorare ti rendi conto che il mondo è là fuori e che di fagiolo in fagiolo, se non fai attenzione, rischi di perdere il contatto con la realtà ma è aberrante pensare che per sentirti parte del mondo devi essere sempre stanca, indaffarata, incazzata, preoccupata, competitiva e sentirti perennemente in colpa per qualcosa, eppure questa pare la forma di più diffusa di emancipazione che siamo riuscite a costruire negli anni.
Tuttavia è ancora più deprimente che si associ la figura della casalinga a quella di una “donnetta”, di una poveretta che nella vita non ha saputo fare altro. Non voglio con questo rivalutare il ruolo sociale della casalinga né aprire un dibattito sulla creatività necessaria alla preparazione di un coniglietto in pasta di sale, ma l’altra sera mi è capitato di sentire Magalli che raccontava come gli era venuta l’idea del famoso gioco dei fagioli della Carrà.
Qualcuno lo ricorderà, altri ne avranno sentito parlare comunque sia si trattava di indovinare il numero esatto dei fagioli contenuti in un grosso contenitore di vetro. Un gioco stupido, un gioco più che altro di fortuna alla cui soluzione era possibile arrivare solo seguendo abbastanza fedelmente il programma tanto da escludere tutti i numeri sbagliati già proposti dagli altri telespettatori. Magalli insomma, ha raccontato che dovevano trovare un gioco semplice per il pubblico semplice di solito di fronte alla televisione a quell’ora, ovvero le casalinghe. E allora ecco, questa associazione casalinga uguale persona sempliciotta, ignorante, poco dotata intellettualmente, mi ha un po’ disturbata e mi ha disturbata perché quest’associazione, tra l’altro molto frequente, da per scontato che se come donna vali poco più di un fagiolo, la tua scelta non può essere quella di startene a casa a rammendar calzini anche se l’alternativa è semplicemente quella di timbrar raccomandate per otto ore al giorno.
E poi ho pensato a mia madre e alle sue amiche che casalinghe lo erano perché quello era il ruolo a cui erano destinate ma che sicuramente non sapevano che quel gioco dei fagioli fosse dedicato a loro. E di questo sono davvero sicura perché ancora ricordo mia madre che di fronte a quei fagioli disse qualcosa tipo “e questo hanno il coraggio di chiamarlo “gioco? E a chi sarebbe rivolto questa specie di gioco?”.
Ecco mamma, bisogna che te lo dica, quel “gioco” era proprio dedicato a te.
Dedicato proprio a te
Detesto spolverare e stirare. Lucidare un pavimento mi da una certa soddisfazione tanto che me ne vado spesso in cerca della cera ideale ovvero quella che una volta terminato il lavoro farà apparire tutte le stelline sul mio pavimento. Lavo, cucino, rastrello il giardino e di tanto in tanto passo la cera anche sui mobili. Qualche volta lucido l’argenteria ma più facilmente lucido le pentole di rame che tengo in cucina perché d’argento, a dire il vero, ho soltanto un paio di ciotole regali di nozze del mio primo matrimonio. A lucidare i rami ho imparato da mia madre e ho imparato da lei molte altre cose come togliere le incrostazioni da un forno o mettere le tende in ammollo con l’amido. Alcune cose mi piacciono proprio, mi divertono e mi rilassano come per esempio cucinare attività che ultimamente hanno scoperto anche molti uomini che ora ti spiegano quanto sia rilassante cucinare come se lo avessero scoperto loro, come se prima della loro scoperta l’umanità si fosse cibata di radici e carne cruda.
A volte, quando la mattina porto i cani a spasso e vedo sulle finestre delle altre abitazioni i cuscini e le lenzuola a prender aria, mi dico che vorrei farlo anche io, mi dico che vorrei fare la casalinga, vorrei far prendere aria ai miei cuscini e poi vorrei andare al mercato a fare la spesa, vorrei scegliere ogni giorno mazzi di carciofi freschi e lamentarmi per il prezzo con il verduraio.
Non c’è niente di gratificante nel spostare le mie chiappe dalle sedia di cucina dove stati seduta a sgranare fagioli e quella dell’ufficio dove me ne sto a sgranare fatture. Certo, nei periodi nei quali mi è capitato di non lavorare ti rendi conto che il mondo è là fuori e che di fagiolo in fagiolo, se non fai attenzione, rischi di perdere il contatto con la realtà ma è aberrante pensare che per sentirti parte del mondo devi essere sempre stanca, indaffarata, incazzata, preoccupata, competitiva e sentirti perennemente in colpa per qualcosa, eppure questa pare la forma di più diffusa di emancipazione che siamo riuscite a costruire negli anni.
Tuttavia è ancora più deprimente che si associ la figura della casalinga a quella di una “donnetta”, di una poveretta che nella vita non ha saputo fare altro. Non voglio con questo rivalutare il ruolo sociale della casalinga né aprire un dibattito sulla creatività necessaria alla preparazione di un coniglietto in pasta di sale, ma l’altra sera mi è capitato di sentire Magalli che raccontava come gli era venuta l’idea del famoso gioco dei fagioli della Carrà.
Qualcuno lo ricorderà, altri ne avranno sentito parlare comunque sia si trattava di indovinare il numero esatto dei fagioli contenuti in un grosso contenitore di vetro. Un gioco stupido, un gioco più che altro di fortuna alla cui soluzione era possibile arrivare solo seguendo abbastanza fedelmente il programma tanto da escludere tutti i numeri sbagliati già proposti dagli altri telespettatori. Magalli insomma, ha raccontato che dovevano trovare un gioco semplice per il pubblico semplice di solito di fronte alla televisione a quell’ora, ovvero le casalinghe. E allora ecco, questa associazione casalinga uguale persona sempliciotta, ignorante, poco dotata intellettualmente, mi ha un po’ disturbata e mi ha disturbata perché quest’associazione, tra l’altro molto frequente, da per scontato che se come donna vali poco più di un fagiolo, la tua scelta non può essere quella di startene a casa a rammendar calzini anche se l’alternativa è semplicemente quella di timbrar raccomandate per otto ore al giorno.
E poi ho pensato a mia madre e alle sue amiche che casalinghe lo erano perché quello era il ruolo a cui erano destinate ma che sicuramente non sapevano che quel gioco dei fagioli fosse dedicato a loro. E di questo sono davvero sicura perché ancora ricordo mia madre che di fronte a quei fagioli disse qualcosa tipo “e questo hanno il coraggio di chiamarlo “gioco? E a chi sarebbe rivolto questa specie di gioco?”.
Ecco mamma, bisogna che te lo dica, quel “gioco” era proprio dedicato a te.
sabato 1 novembre 2008
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE
Corteo di donne autorganizzato
ROMA, 22 NOVEMBRE 2008
P.zza della Repubblica, ore 14.00
INDECOROSE E LIBERE!
La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente
delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle
nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri
diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.
Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 per dire NO alla VIOLENZA
MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da
parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e
repressive e torneremo in piazza anche quest’anno perché i governi
cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano.
In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono
aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,
sessista, e razzista del nostro paese.
Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto
aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,
contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza
legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono
imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e
della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le
nostre vite.
La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella
istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che
stiamo vivendo smantellando lo stato sociale.
Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e
militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai
consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute
e indipendenza,
Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica
per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati determinando la fine
del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.
Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono
il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno -
che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento
e autonomia.
L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e
dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:
mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente
dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e
bambini.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
SABATO 22 NOVEMBRE
SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA
PER RIBADIRE
con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non
ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura
domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO
E AFFERMARE CHE
al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone
regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in
sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che
SIAMO TUTTE
INDECOROSAMENTE LIBERE!
al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi
rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!
ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in
cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL
MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!
Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbiche
per adesioni: sommosse_roma@inventati.org
www.flat.noblogs.org
ROMA, 22 NOVEMBRE 2008
P.zza della Repubblica, ore 14.00
INDECOROSE E LIBERE!
La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente
delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle
nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri
diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.
Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 per dire NO alla VIOLENZA
MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da
parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e
repressive e torneremo in piazza anche quest’anno perché i governi
cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano.
In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono
aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,
sessista, e razzista del nostro paese.
Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto
aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,
contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza
legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono
imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e
della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le
nostre vite.
La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella
istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che
stiamo vivendo smantellando lo stato sociale.
Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e
militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai
consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute
e indipendenza,
Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica
per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati determinando la fine
del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.
Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono
il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno -
che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento
e autonomia.
L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e
dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:
mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente
dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e
bambini.
Non pagheremo noi la vostra crisi!
SABATO 22 NOVEMBRE
SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA
PER RIBADIRE
con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non
ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura
domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO
E AFFERMARE CHE
al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone
regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in
sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che
SIAMO TUTTE
INDECOROSAMENTE LIBERE!
al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi
rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!
ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in
cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL
MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!
Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbiche
per adesioni: sommosse_roma@inventati.org
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