mercoledì 14 maggio 2008

PROMEMORIA 16 MAGGIO '08

volevamo ricordarvi:

venerdì 16 maggio, ore 21.30

videoproiezione

- PERSEPOLIS -

di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud - Francia/USA 2007


al kinesis, in via carducci 3, a tradate

per saperne di più >>


le Collettive

lunedì 12 maggio 2008

manifestazione del 17 maggio a Verona

E' in rete il blog della manifestazione del 17 maggio a Verona

http://verona17maggio.noblogs.org/

Aborto, il Tar ferma la Lombardia

MILANO - Lombardia, dietrofront - obbligato - sull'aborto terapeutico. La Regione fissa limiti più restrittivi sull'interruzione di gravidanza? Il Tar li sospende. È successo così ieri, con il tribunale amministrativo lombardo che ha accolto la richiesta di sospensiva delle linee guida di applicazione della legge 194 presentata dalla Cgil e da un gruppo di medici. Si torna al passato. Con una vittoria per il sindacato e una doccia fredda per il presidente della Regione, Roberto Formigoni. Che, però, non si dà per vinto: «Siamo pronti a ricorrere al Consiglio di Stato. E a chiedere la sospensiva della sospensiva».

Storia di una vicenda al centro di polemiche, scontri politici, dibattiti. Ricapitolando: a gennaio la Regione Lombardia stabilisce nuove linee guida della 194. In pratica, l'aborto terapeutico non è più consentito oltre le 22 settimane e tre giorni. L'atto abbassa così di 11 giorni il limite di 24 settimane generalmente accettato dai medici. L'indicazione viene avanzata da un comitato scientifico e di fatto si adegua al codice di autoregolamentazione in vigore nella clinica milanese Mangiagalli dal 2004.

A quel punto la Cgil si rivolge al Tar della Lombardia con una richiesta di sospensiva, accolta ieri. «Questa sentenza - spiega Susanna Camusso, segretario generale della Cgil lombarda - restituisce la libertà dei medici e delle donne. È un importantissimo risultato che ripristina l'unicità della 194 su tutto il territorio nazionale».

Gelo in Regione. Il primo a reagire è l'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani: «Apprendiamo la notizia dal sito internet del Tar. Avremmo gradito che una comunicazione di questo tipo fosse accompagnata dalle motivazioni, per evitare polemiche ideologiche su un tema così delicato». Poi l'intervento del presidente Formigoni: «Questo fatto è sorprendente nelle modalità: la notizia arriva via Internet di venerdì pomeriggio senza motivazioni. Speriamo di leggerle lune dì mattina». La contromossa è già pronta. «Le linee guida erano fissate con un decreto del direttore generale dell'assessorato. Se il problema è quello, se c'è un vizio di forma, convocheremo una giunta lunedì. Altrimenti ricorreremo al Consiglio di Stato. Voglio ricordarlo: queste decisioni erano state prese a tutela delle donne».

«Adeguarsi alla legge nazionale». Esulta l'associazione Coscioni: «Ancora una volta serve un giudice per fermare le indebite ingerenze ideologiche imposte attraverso provvedimenti normativi gerarchicamente inferiori alla legge». Il ginecologo abortista Silvio Viale commenta: «Non avevo dubbi che la Cgil avrebbe vinto: la Lombardia da tempo tende a tirare l'elastico sulla 194».


Clicca qui per vedere il servizio tg di Skynews

da ogo.noblogs.org





sabato 10 maggio 2008

Nicola è ognuno di noi

Sabato 17 Maggio 2008
MANIFESTAZIONE

partenza corteo dalla Stazione Verona Porta Nuova ore 15.00

Nicola è ognuno di noi

Per sconfiggere insieme la paura scendiamo in piazza per svegliare la città che
troppe volte ha girato la testa, non deve farlo anche questa volta e mai più.
Mobilitiamoci e riprendiamo la parola prima che l'ipocrisia riscriva anche questa storia.

per una Verona libera dalla paura,
per una Verona libera dall'odio,
per un Verona libera da vecchi e nuovi fascismi,
libera dall'intolleranza, dal razzismo, dall'ignoranza
perchè esiste una Verona coraggiosa, aperta, indignata
perchè guardarsi all'interno, riconoscere il male profondo del nostro
tempo e della nostra città.

Costruiamo assieme un corteo che attraversi e viva la città in una giornata aperta
alle iniziative e ai contributi di tutte e tutti.

Nel 2008 a Verona si muore ancora di fascismo.
Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi.

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Assemblea cittadina promotrice della manifestazione
per adesioni: adesioni17maggio@gmail.com


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Al posto di Nicola poteva esserci ognuno di noi

Mercoledì alla notizia abbiamo tremato. Un dolore alla pancia, un presentimento. Mai come ora avremmo voluto essere smentiti. Non è così. La cronaca riassume drammaticamente la storia di questa città. Degli ultimi anni ma anche di trent´anni fa. Abel e Furlan. Figli annoiati della Verona bene che riempivano il loro tempo dando la caccia a presenze non conformi della nostra città. Avevamo purtroppo ragione. Cinque ragazzi. Giovanissimi. Chi più chi meno, figli della Verona bene, legati agli ambiti della tifoseria neo fascista, militanti o anche semplicemente simpatizzanti alla lontana dei movimenti o dei partitucoli dell´estrema destra cittadina. Vestiti bene, all´ultima moda. Alcuni con precedenti recenti, per atti di razzismo o per problemi allo stadio.
Un certo clima culturale e sociale, alcuni imprenditori politici, un generale vento che spira ha suggerito un processo di riterritorializzazione: lasciare, o meglio, non limitarsi alle periferie, accantonare l´anima stradaiola e la "storica" attitudine "antiborghese" per rimpossessarsi del centro città.
Nicola è stato ucciso non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone.. Solo e "semplicemente" perché estraneo, non familiare, non compatibile.
A che serve oggi raccontare per l´ennesima volta lo stillicidio di aggressioni?...Uno stillicidio di aggressioni motivate da "futili ragioni", spesso nel pieno del centro città. Come gli accoltellamenti dell´ estate 2005, come le sistematiche azioni contro i “diversi” (capelloni, alternativi, mangiatori di kebab, tifosi del Lecce...) compiute da una ventina di ragazzi figli della Verona bene, emerse da un inchiesta della DIGOS nella primavera scorsa. Come la "cacciata" da piazza erbe, l´autunno scorso, l´episodio non più violento ma più emblematico, quando alcuni antagonisti veronesi in quella piazza per bere lo spritz vennero aggrediti ed espulsi dalla stessa tra l´applauso generalizzato e pre-politico di decine e decine di astanti. O come l´ultimo fatto "marginale" in Valpolicella (il paese di Nicola) la lettera di una madre sul settimanale locale, del mese scorso, in cui si cercano testimoni di un´aggressione avvenuta in un bar , dove un ragazzo di colore giovanissimo è stato massacrato e ridotto in stampelle (fortunatamente provvisorie) tra cori da stadio e inni del ventennio, nell´imbarazzante omertà dei clienti,..
Per evitare che si ripeta.
Guardando al futuro. Partendo dalle radici, quelle storiche certo. Innanzitutto quelle attuali. Il delirio securitario. Da tempo e in maniera esponenziale con le ultime amministrative un linguaggio si è imposto. Ci siamo svegliati una mattina ed abbiamo scoperto di essere in guerra, sotto assedio. Il nemico viene sempre da fuori e fuori deve tornare. Questo è il linguaggio criminale che succhiano col latte i figli di questa città.
Caro sindaco, alcune provocazioni....
Dovremmo immaginare che quest´ ultima aggressione sia solo un effetto collaterale di una ronda autogestita?
Dobbiamo spalleggiare il sindaco nella richiesta di 72 agenti di polizia per presidiare la notte il Bronx di Piazza Erbe?
Dovremmo concordare con la lega la liberalizzazione della armi di difesa personale e suggerire a tutti i diversi di questa città di girare armati?
Noi chiediamo le sue dimissioni perché simbolicamente lei è uno dei mandanti morali di questa tragedia. Perché riempiendosi la bocca della parola d´ordine sicurezza ha alimentato una forma di "insicurezza" che non produce voti, legittimando la libera e spontanea pretesa di ristabilire il decoro, di ripulire il centro città e i quartieri dai nemici della presunta veronesità. Perché il suo successo poggia sull´odio, non vive senza un nemico, alimenta una guerra irresponsabile le cui conseguenze pagheremo a lungo. Si deve vergognare per ciò che ha detto e per i silenzi, perché l´acqua che oggi getta sul fuoco se fosse stato coinvolto un non veronese sarebbe diventata benzina. Perché non avere detto una parola di condanna sui maledettamente e sempre uguali pestaggi in centro, ha provocato quello che è successo a Nicola.
Quante vite rovinate servono per aprire gli occhi?
A cosa è servita la tragedia di Nicola?
Quanto è successo a Nicola non può "capitare"
Quanto è successo a Nicola non può non insegnare
Quanto è successo a Nicola non può ripetersi.

venerdì 9 maggio 2008

le pupotte















Leggo su http://leribellule.noblogs.org/ approvo in pieno e riporto

FUORI IL CONTROLLO DAI NOSTRI CORPI E DALLE NOSTRE VITE.
INVADIAMO LA CITTA' CON LA RABBIA DELLE PUPOTTE RIBELLI.

Questa notte le Pupotte, le stesse donne di carta della campagna "adotta un consultorio" apparse qualche mese fa sui muri di Bologna, sono scese fino a Roma;

Nella nostra città le donne di carta invaderanno i muri di scuole, universita', ospedali, consultori e mercati cercando di intercettare tutt@ coloro che attraversano questi spazi pubblici.
Qui nel Lazio, la regione in cui la pillola RU486 e' ancora un miraggio e l'aborto non e' garantito in tutti gli ospedali.
Un (sopr)uso generalizzato dell'obiezione di coscienza ostacola i servizi(diritti) di ivg e di contraccezione e crea un clima avverso alle donne.
Le Pupotte esprimono il disincanto rispetto ad una metropoli in cui i servizi sanitari per le donne sono inesistenti e insufficienti; dove i consultori sono molto spesso fagocitati dalle a.s.l. e tolti alle assemblee delle donne; invasi da chi impone valori ipocriti e vuole decidere sui corpi altrui, da chi non parla alle donne ma al loro senso di colpa.
Le Pupotte rifiutano una societa' repressa che non informa sui tipi di prevenzione ma indottrina ad astenersi dal sesso;una società succube dell' ingerenza clericale che appiattisce la cultura e rende l'istruzione pubblica di stampo cattolico ed eterosessista, che non concede spazio nelle scuole e nelle universita' a materie sul genere e sulla sessualita'.
Pupotte ribelli perche' non accettano i ruoli imposti di madri e mogli all'interno di una famiglia mitizzata che nasconde una realtà di violenze e oppressioni quotidiane; perchè rifiutano un finto sistema di welfare che continua a demandarla sostenibilita' sociale e familiare alle donne.Pupotte libere dai dogmi cattolici perche' la mia sessualita' la scelgo io.

Determinate a voler andare fino in fondo nel denunciare tale condizione, continuando ad attraversare i quartieri di questa citta' con la stessa rabbia e voglia di liberazione.


PUPOTTE RIBELLI



















Mia

mercoledì 7 maggio 2008

Che fine hanno fatto le baby Jane?



Che nervo che c'ho addosso.
Oggi mi gira un pò così..veramente è da un bel pò che mi gira così.
Mi domandavo dove cazzo sono finite le adolescenti della provincia.
Il mese scorso alla riunione che abbiamo fatto non c'erano. Eppure si parlava di consultori, di aborto, gli si dava informazioni. Potevano fare domande, e non a uno col camice bianco, magari pure maschio, magari con la madre in giro.
L'abbiamo fatta di pomeriggio, la riunione, proprio perchè così se c'era in giro qualche sgarzulina che di sera non riesce a uscire poteva venire lo stesso. NIENTE. Età media 40 anni.
Pensate, che dopo anni e anni di lotte, sono riuscita a portarci mia madre ad una cosa così, una bella signora con la messa in piega fatta di fresco e il cappottino beige.
E voi? Dove siete finite? Quelle coi dread, quelle con gli anfibi, quelle col jeans e le scarpe da ginnastica...
Ok, sono passati 16 anni da quando a 15 sono entrata per la prima volta in un centro sociale e i tempi, che già erano pessimi, sono solo che peggiorati. Ma come è possibile che in un posto come Tradate e dintorni, dove non c'è niente, a nessuna di voi venga la curiosità di capire se c'è un posto dove parlare, fare musica organizzare qualsiasi cosa?

Insomma in questi giorni, per il Collettiva, ho passato un sacco di tempo in cerca di blog e siti al femminile e con stupore ho scoperto che ce ne sono moltissimi.
Questo significa che c'è un interesse a riguardo...ma dopo esserci lette, complimentate e linkate a vicenda...cosa succede?

Pilla

Resumè del martedì...scusate il ritardo.


Stà settimana siamo un pelo in ritardo con il resumè della riunione, anche perchè non è che abbiamo fatto chissàcchè lunedì.
Più che altro strategie per l'attacchinaggio feroce dei volantini per le iniziative, che da brave miliTonte finisce sempre che sbrighiamo in pochissime!


Stavamo pensando che ci piacerebbe fare delle belle chiaccherate tra S'ignore sui vari argomenti che ci interessano in modo da avere poi materiale su cui scrivere e lavorare da postare sul blog o per altri utilizzi. Si sa, da cosa nasce cosa.

Già a cominciare da dopo la proiezione di Persepolis, tra una birra e un manhattan non ci spiacerebbe parlare un pò dei vari temi trattati dal film..così per avere uno spunto, e poi via a ruota libera.

Le Collettiva