martedì 31 marzo 2009

sgomberi e naufragi

Era ora, no? Ci voleva quest’ennesimo atto di pu(o)lizia.

Persone, PERSONE, trattate come fossero sacchi di immondizia.
Persone, BAMBINI, di cui nessuno sembra comprendere l’essenzialità del loro essere solo e principalmente questo, bambini.
Presi e gettati altrove, dove non importa. Tanto vi seguiremo, e ovunque vi sistemerete, ovunque sarete, noi arriveremo a prendervi e a gettarvi via. Altrove.

Bene. Adesso mi sento meglio. Adesso sì.

Ordine. Ci vuole ordine. Pulizia, e disciplina. E leggi, e sicurezza. E pene certe. E galera.
E schiavitù.
Ci vogliono i rastrellamenti, e gli sgomberi dei campi rom.
Ci vuole l’esercito, ci vuole lo stato d’emergenza.
Ci vogliono i lager, e meno male che ogni tanto ci pensa il mare ad ingoiare un po’ di quelle vite che altrimenti ci dobbiamo pensare noi a mortificarle, umiliarle, sterminarle, ingabbiarle, sfruttarle. Che altrimenti ci dobbiamo pensare noi, la notte, a cercarli, stanarli e ammazzarli di pugni, e calci, e spranghe.

Ci vuole proprio tutto questo nazismo. E’ necessaria, questa deriva del buon senso.

Tutto questo è necessario.

Altrimenti come si fa a tollerare simili bieche scelleratezze che solo l’essere umano riesce a fare?




(ANSA) - MILANO, 31 MAR - La baraccopoli sorta sotto il cavalcavia Bacula a Milano e' stata smantellata dalle forze dell'ordine, 70 rom sono stati allontanati. Per impedire la rioccupazione cominceranno i lavori di recinzione dell'area, che dureranno un mese. La prossima area di intervento sara' l'ex Marchiondi. In due anni sono stati effettuati sette sgomberi. Nella baraccopoli trovavano rifugio notturno circa 140 romeni.

(ANSA)- ROMA, 31 MAR - Nuova tragedia del mare tra l'Africa e l'Italia: due barconi di migranti sono affondati. A bordo centinaia di disperati quasi tutti dispersi. Sarebbero quattro imbarcazioni in difficolta' non lontano dalla costa della Libia. Due sono affondate.Delle altre due non si sa niente.Una nave cisterna italiana ha salvato 350 clandestini a bordo di una imbarcazione alla deriva.Sono poi state tratte in salvo 23 persone e di altre 21 sono stati recuperati i corpi senza vita.I dispersi sarebbero piu' di 500.

mercoledì 25 marzo 2009

è nata un'altra consultoria, a Bologna


CONSULTORIA AUTOGESTITA FIGLIEFEMMINE

http://www.myspace.com/consultoria_figliefemmine

figliefemmine@inventati.org
http://figliefemmine.noblogs.org

A tutte capita di farsi domande su se stesse, sul proprio modo di vivere la sessualita' e i rapporti con gli altri.
Ora c'e' un spazio dove puoi fare due chiacchere e trovare risposte.
E' nata la Consultoria, passa a trovarTi! ;)

TI SEI MAI CHIESTA:

Come funziona il mio corpo? Quanto lo conosco?
Cos’è il sesso?
Cos’è il piacere?
Come si usa il preservativo? Cos’è il femidom?
Come si può evitare di restare incinta?
Come faccio a non prendere malattie sessualmente trasmissibili?
Dove trovo la pillola del giorno dopo?
La pillola anticoncezionale mi fa ingrassare, è vero?
Cos’è un ginecologo? Come funziona una visita?
Cos’è un consultorio?
A chi posso chiedere aiuto se non voglio farlo sapere ai miei?
Cos’è l’amore? E’ fare qualcosa quando non mi sento pronta?
Quando qualcuno mi sta usando violenza?
Come mi difendo?
Mi piace una persona del mio stesso sesso, sono normale?
Esiste la normalita'?

siamo nella m_rda

E' da ieri che ci penso, da quando ho letto questo post >> su metilparaben.

Si racconta di una donna a cui viene negata non da uno, ma da due medici di un ospedale di roma, una visita ginecologica di controllo ed un pap test.

"Lei è depilata e io non posso visitarla perchè infrangerei non solo l'etica professionale ma anche la morale e la mia coscienza".

Questo le viene detto dalla prima dottoressa.

[...] signora, lei è una bella donna, le sue scelte sessuali non ci riguardano, è vero, ma il suo STATO è contro la morale e contro la nostra etica professionale quindi si rivolga ad un altro ospedale. [...]

Questo è quello che le viene detto dal secondo dottore.

Di fronte ad un racconto così mi piacerebbe poter semplicemente dire: seeeh, figurati!
E non preoccuparmi nemmeno di seguire la faccenda, farmi due risate e chiusa lì.

E invece tocca che mi dico, in silenzio, che tutto è possibile, qui e adesso.

Se è vero, che ve lo dico a fare, è allucinante.

Se non è vero è allucinante lo stesso.

saronno 28 marzo

martedì 3 marzo 2009

CONSULTORIA AUTOGESTITA PER DONNE

CONSULTORIA AUTOGESTITA
PER DONNE
c/o Ambulatorio medico popolare
Via dei Transiti 28, Milano
tel. 02 26827343

per info e contatti maistatezitte@gmail.com

OGNI MARTEDÌ DALLE 18.00 ALLE 19.30 SPAZIO
RISERVATO ALLE DONNE SU SESSUALITÀ, GRAVIDANZA, ABORTO, CONTRACCEZIONE

CADA MARTES DE 18 A 19.30 LUGAR RESERVADO A LAS MUJERES SOBRE
SEXUALIDAD, EMBARAZO, ABORTO, CONTRACEPCIÓN

TOUS LES MARDI, DE 18.00 À 19.30 HEURES, ESPACE RÉSÉRVÉ AUX FEMMES
SUR SEXUALITÉ, GROSSESSE, AVORTEMENT, CONTRACEPTION

TODAS AS TERÇAS-FEIRAS, DAS 18.00 AS 19.30, ESPAÇO RESERVADO ÀS
MULHERES PARA FALAR SOBRE SEXUALIDADE, GRAVIDEZ, ABORTO,
CONTRACEÇÃO

EVERY TUESDAY FROM 18.00 TO 19.30, THIS SPACE IS RESERVED TO WOMEN’S
ISSUES: SEXUALITY, PREGNANCY, ABORTION, CONTRACEPTION

MARTI INCEPAND EN ORE 18 PANA LA ORE 19.30 SPATIU REZERVAT FEMEILOR,
DESPRE SEXUALITATE, SARCINA, AVORT, CONTRACEPTIE



Noi NON denunciamo chi non ha permesso di soggiorno

giovedì 26 febbraio 2009

Testamento biologico

Lettera aperta all’onorevole Franceschini (da MicroMega)

Umberto Veronesi, Andrea Camilleri, Stefano Rodotà, Paolo Flores d'Arcais: Gli emendamenti del Pd sulla legge "fine-vita" non sono una mediazione, sono una resa.

Stimato onorevole Franceschini,
appena eletto segretario del Partito democratico, lei ha fatto riferimento alla laicità come valore irrinunciabile del suo partito, in quanto valore irrinunciabile della carta costituzionale. Il banco di prova della coerenza pratica rispetto a questa affermazione è costituito dall’atteggiamento che il suo partito assumerà nella discussione sulla legge cosiddetta “fine-vita”.
Laicità significa che nessuna convinzione religiosa o morale viene imposta per legge da un gruppo di persone, per quanto ampio, alla totalità dei cittadini. E questo vale più che mai per quanto riguarda ciò che è più proprio di ciascuno, che fa anzi tutt’uno con la propria esistenza, la sua stessa vita, e la parte finale di essa.
E infatti la Costituzione della Repubblica nel suo articolo 32, e la convenzione di Oviedo ratificata dall’Italia, la legge sul servizio sanitario nazionale, e numerose e univoche sentenze della Cassazione negli ultimi anni, stabiliscono in modo tassativo che nessun cittadino può essere sottomesso a “interventi nel campo della salute” senza il suo consenso (debitamente informato) e che tale consenso può essere ritirato in qualsiasi momento. La convenzione di Oviedo evita ogni distinzione tra “cure” e altri interventi (“di sostegno vitale”, ecc.) proprio perché non si possa giocare sulle parole e violare così il diritto del paziente di rifiutare qualsiasi trattamento medico e/o ospedaliero (tranne che per gli eccezionali motivi di sicurezza pubblica: epidemie, vaccini e simili).
Sulla propria vita, insomma, può decidere solo chi la vive, e nessun altro. Questo l’abc della laicità che l’Europa tutta ha adottato in campo medico, confermando l’essenzialità del consenso informato nell’articolo 3 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Il disegno di legge Calabrò distrugge tale diritto. All’art. 2, comma 2 dice infatti: “L'attività medica, in quanto esclusivamente finalizzata alla tutela della vita e della salute, nonché all'alleviamento della sofferenza non può in nessun caso essere orientata al prodursi o consentirsi della morte del paziente, attraverso la non attivazione o disattivazione di trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute, da cui in scienza e coscienza si possa fondatamente attendere un beneficio per il paziente”.
Il che significa che Piergiorgio Welby non potrebbe far disattivare il respiratore artificiale, e che Luca Coscioni non avrebbe potuto rifiutare la tracheotomia, e che l’amputazione di un arto che va in gangrena diventerebbe coatto, e così la trasfusione di sangue anche a chi la rifiuta per motivi religiosi (tutti rifiuti garantiti oggi dalla legge e più volte applicati fino al “prodursi della morte del paziente”).
Non basta. L’articolo 5 comma 6 stabilisce che “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. In tal modo il cosiddetto testamento biologico diventa una beffa. Qualsiasi cosa abbia stabilito il cittadino, davanti a un notaio e reiterando le sue volontà ogni tre anni, il sondino gli sarà messo in gola a forza. I medici delle cure palliative hanno del resto spiegato drammaticamente che alimentazione e idratazione non alleviano ma moltiplicano e intensificano le sofferenze nei malati terminali. Queste sofferenze aggiuntive, che è difficile non definire torture in malati in quelle condizioni, diventano con questa legge obbligatorie.
E’ evidente il carattere anticostituzionale di tale legge, ma anche il suo carattere semplicemente disumano. Purtroppo gli emendamenti proposti dal suo partito (primo firmatario Anna Finocchiaro) lasciano intatta la violenza dell’articolo 2 comma 2, e aprono solo un modesto spiraglio rispetto a quella dell’articolo 5 comma 6. Non parliamo della cosiddetta “mediazione” di Rutelli, praticamente indistinguibile dal disegno di legge della maggioranza, e che non a caso è stata benevolmente accolta dall’on. Quagliariello.
Il Partito democratico aveva il suo progetto di legge da anni, e con tale programma andò alle elezioni che portarono al secondo governo Prodi: la legge firmata da Ignazio Marino. Ogni passo indietro rispetto a tale proposta sarebbe una rinuncia pura e semplice ai diritti elementari sanciti dalla Costituzione, dalla convenzione di Oviedo, dalle sentenze della Cassazione.
Abbiamo letto che il suo partito sarebbe comunque orientato a dare ai suoi parlamentari “libertà di coscienza” al momento del voto. Ci sembra che tale atteggiamento sia frutto di un fraintendimento molto grave.
Se venisse presentato un disegno di legge che stabilisce la religione cattolica come religione di Stato, proibisce il culto ai protestanti valdesi e obbliga gli ebrei a battezzare i propri figli, sarebbe pensabile - per un partito politico che prenda sul serio la Costituzione - lasciare i propri parlamentari liberi di “votare secondo coscienza”, a favore, contro, astenendosi? O non sarebbe un elementare dovere, vincolante, opporsi a una legge tanto liberticida?
La legge ora in discussione sulle volontà di fine vita è, se possibile, ancora più liberticida (e disumana) di quella sopra evocata. Non costringe al battesimo forzato, costringe al sondino forzato, al respiratore forzato, a qualsiasi accanimento che prolunghi artificialmente una vita che, per la persona che la vive, non è più vita ma solo tortura. Peggiore quindi della morte.
In ogni caso la libertà di coscienza del parlamentare non può essere invocata per violare e cancellare la libertà di coscienza delle persone.
Siamo certi perciò che nulla di tutto questo accadrà, e che in coerenza con il valore della laicità da lei riaffermato, il Partito democratico non tollererà scelte che violino, opprimano e vanifichino l’elementare diritto di ciascuno sulla propria vita.

Andrea Camilleri
Paolo Flores d’Arcais
Stefano Rodotà
Umberto Veronesi

(25 febbraio 2009)

mercoledì 18 febbraio 2009

Pillolissima 2009

leggo e riporto da pillolissima2009.splinder.com >>>

Pillolissima 2009 strumentalizzata: chiediamo errata corrige al Corriere della Sera

In merito alla seguente nota stampa diffusa dal presidente di Laziosanità D'ubaldo:

'La pillola Ru486 non e' un anticoncezionale e non rientra nella categoria dei farmaci da assumere al di fuori del controllo medico'. Lo afferma, in una nota, il presidente di Laziosanita'- Asp Lucio D'Ubaldo in merito all'irruzione dei giorni scorsi nei Pronto Soccorso ospedalieri da parte delle studentesse e precarie dell'Onda universitaria, come riportato da diversi organi di informazione, per verificare che 'i rapporti amorosi tra giovani e meno giovani siano tutelati effettivamente con l'accesso a misure preventive ed anticoncezionali, a cominciare dalla prescrizione della Ru486'. 'Su questo punto - spiega D'Ubaldo - bisogna essere chiari, poiche' i diversi punti di vista etici non mettono in discussione l'aspetto tecnico di un prodotto non ascrivibile alle procedure di protezione. Credo sia giusto che le autorita' sanitarie e l'assessorato regionale esercitino fino in fondo il loro ruolo in ordine ad una informazione corretta e responsabile'.

Le studentesse e le precarie romane che sabato notte hanno dato il via alla campagna 'Pillolissima 2009' ribadiscono come scritto nel comunicato diffuso dopo le azioni svolte negli ospedali che:

- la nostra richiesta nei pronto soccorso era volta a richiedere la cosiddetta 'pillola del giorno dopo', anticoncezionale di emergenza, che deve essere distribuito dagli ospedali cosi' come prevede la legge, e sul quale non c'è possibilità di obiezione da parte dei medici, non essendo una pillola abortiva. I medici che si rifiutano di fare la prescrizione sono passibili di denuncia per omissione di soccorso e interruzione di pubblico servizio.

- la pillola RU486 di cui parla D'Ubaldo è un altro farmaco, una pillola abortiva. NON QUELLA CHE E' STATA OGGETTO DELLE NOSTRE RICHIESTE. Anche se come donne riteniamo uno scandalo che la RU486 non sia disponibile in Italia come lo è nei paesi piu' avanzati. E' una barbarie che il maggior dolore fisico, psicologico ed emotivo possibile sia inflitto alle donne che scelgono di abortire, usandolo come deterrente.

- il presidente D'Ubaldo confonde evidentemente le due pillole. Per ignoranza, o forse confuso dall'articolo di lunedi del Corriere della Sera che, distorcendo il comunicato stampa da noi inoltrato, parlava a torto di RU486. Per questo chiediamo che venga riportata sul giornale medesimo una correzione riguardo l'articolo su Pillolissima 2009.


Le donne che ogni giorno affrontano il trauma di un servizio pubblico mancato, o di un aborto, sanno bene di cosa parlano, al contrario evidentemente di D'ubaldo, dei medici obiettori, e dei giornalisti poco informati.
Non ci faremo strumentalizzare e non staremo al gioco di chi cerca di spostare la questione di un diritto negato verso altri aspetti del tema in questione!